BASTA VITTORIE, la Sandalia torna alla normalità

Basta vittorie, la Sandalia torna alla normalità Puoi reggere l'alcol e non reggere la pressione, oppure fregartene della pressione e pensare solo a bere.

Dopo due vittorie consecutive la Sandalia rimette tutto a posto e becca quattro pappine allo Jacomelli, nella giornata dedicata al supertifoso Gianni, da tempo in condizioni di salute precarie. Grande festa per i tifosi dei mufloni, che ne avevano le balle piene dei titoloni dei giornali e di tutta l'attenzione mediatica nata dopo gli ultimi due successi. "Hanno sempre parlato di noi per i terzi tempi - ha detto il mister per caricare la squadra prima della partita - adesso cosa cazzo vi siete messi in testa di vincere pure le partite! Pensate a bere che è meglio".

E così, per non rischiare di arrivare stanchi all'attesissimo appuntamento del dopopartita, i biancorossi hanno immediatamente concesso due gol di vantaggio all'Atletico Bono con due svarioni e hanno continuato a fare pena per tutto l'incontro, fingendo infortuni, colpendo volutamente un palo e una traversa e tirando un rigore tipo busta di mondezza. Su un terreno di gioco in perfette condizioni (comprese due piscine olimpioniche regolamentari e un impegnativo tracciato da motocross lungo la fascia) durante la partita è stata comunque fatta legna sufficiente per almeno due inverni, tra entrate sul ginocchio, calci in faccia e tentativi di affogare qualche avversario nelle piscine.

Poi, messo da parte l'inutile orpello del calcio giocato, e dopo una tonificante doccia ghiacciata (Piuuuuu!!!!) finalmente la contesa vera. E a quel punto il solito numeroso pubblico assiepato nel Sandalino, che sino a quel momento aveva pensato solo a bere, ha continuato a bere. Degustando però anche una favolosa betoniera di fregola di mare. Solo dopo i supplementari, i rigori e diversi replay la formazione ospite ha potuto finalmente riprendere la strada di casa. "Ma tu tutta questa pressione a la sentivi?", ha chiesto il centravanti di bancone dei mufloni a un compagno, mentre accartocciava la trentaseiesima lattina di birra personale, commosso di fronte al fiammeggiante tramonto di Ottava. "Io un po' sì, dev'essere per quello che sto per bombare".

 

                                                          

Rodolfo Purinari

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